Asili si, Asili No!

Marzo 2005

Storie di belle immagini e

poca sostanza...

In questi giorni dal sapore primaverile ed al quale non eravamo più abituati, lavorando in città, non possiamo non notare la cartellonistica politica. Imponente e senza limiti, ci aggredisce con notizie e messaggi effimeri, privi di fondamento. Oltretutto imbrattano letteralmente ogni luogo, ogni muro senza pensare, ovviamente, a rimuoverli a campagna elettorale terminata.

Notiamo, per altro, una strana tendenza di questi candidati al potere, al sorriso; ci chiediamo il motivo per il quale questi signori e raramente signore sorridono tanto convintamente. Eppure in questi anni il mondo intero e l'Italia nello specifico stanno vivendo un periodo particolarmente difficile; i bond argentini hanno distrutto i risparmi di circa 450 mila italiani, le obbligazioni lussemburghesi della Cirio hanno fatto lo stesso per quasi 20 mila risparmiatori. La crisi della new economy, dopo un trend molto positivo ma effimero, ha bruciato migliaia di vecchi miliardi di lire dei risparmiatori italiani; terrorismo, calamità naturali, tasse semre più alte ed euro stanno mettendo a dura prova i più poveri ed il ceto medio italiano. Ci spiegate, signori candidati alla politica di questo Paese perchè sorridete tanto nei cartelli elettorali? Non vi vergognate? Pensate che gli italiani siano il popolo di ignoranti dell'Italia post fascista? Ridete forse perchè siamo il Paese nel mondo che fa meno figli?

Ecco il punto; oggi parleremo del nostro futuro...i figli.

A monte del declino della natalità in Italia ci sono innumerevoli ragioni: le tasse sono o sembrano essere il primo motivo: il Rapporto Istat del 2002 è disarmante sulle cifre: circa il 20% delle mamme italiane indica nei costi la limitazione principale alla possibilità di fare figli; Inoltre è noto che le mamme italiane, se vogliono lavorare,non sanno dove mettere i figli sotto i tre anni: infatti può beneficiare del nido solo il 10% delle mamme.

Per circa il 55-60% dei bambini, l'unica soluzione rimane quella dell'affidamento ai nonni. Il risultato è che la partecipazione delle donne al mercato del lavoro sia tra le più basse in Europa e che chi lavora sia costretta a rinunciare ad una famiglia numerosa.

Il tanto peggio tanto meglio si è avuto nel 2003 con la riforma Moratti che ha permesso di iscriversi alla lista d'attesa per l'asilo ai bambini fino a due anni e mezzo... infatti i tagli del Governo non hanno permesso immissione di nuovo personale. A peggiorare la situazione l'arrivo in massa dei bambini extracomunitari

Ravvisiamo l'aumento notevole di asili privati in tutte le regioni italiane con costi aggiuntivi ai genitori ed al menage familiare.

I figli hanno un costo economico diretto, che è sostenuto dalla famiglia per i due terzi e per un terzo da trasferimenti pubblici per istruzione e sanità.

Poi c'è un costo indiretto connesso al tempo disponibile che deve essere distribuito tra lavoro e cura della prole.

Il risultato è che o uno dei due coniugi rinuncia a lavorare oppure rinuncia ad avere figli. Tuttavia se si rinuncia a lavorare si rinuncia a reddito e sicurezza per il futuro e quindi diminuisce la propensione ad avere figli.

Un'ultima considerazione statistica: se in Francia e nei paesi scandinavi il 12% della spesa sociale è indirizzata al sostegno della famiglia e dei figli, in Italia raggiunge la stessa destinazione solo il 3,8%.

Qui in Italia, al contrario, abbiamo un primato insidiato solo dagli Stati Uniti: il costo, ingentissimo, che deriva dalle spese elettorali..

Traete voi le conclusioni.