La Spazzatura..

Febbraio 2005


L'Italia, gli Italiani e la Spazzatura,

una storia "sporca"

 

Siamo molto allarmati per la spazzatura che il nostro Paese produce tutti i giorni. La domanda é dove vanno a finire questi milioni di tonnellate di rifiuti ed anche quanto costa alla comunità questo processo di smaltimento. Intendiamoci subito, i domande e problemi sono anche altri, ma oggi ci concentreremo solo su determinati aspetti.

E’ dovuto sapere che il nostro paese è al 4 posto in Europa per produzione di rifiuti urbani, dietro a Germania, Regno Unito e Francia. Produciamo in media 516 chili di spazzatura a testa; di questa il 60% circa finisce nelle discariche, il 19% circa viene riciclato ed il resto smaltito dagli inceneritori.

Il Nord produce più immondizia ma é quello più virtuoso nel riciclaggio della stessa, secondo il Sud che però é anni luce indietro rispetto al Nord in fatto di riciclaggio, poi il Centro. Analizzando per Regione, la Lombardia é la regione che ne produce di più, segue il Lazio e la Campania. Su quest’ultima Regione sono stati puntati i riflettori di molte televisioni, durante l’estate 2004 è stato evidenziato il problema dello smaltimento.

La Regione Campania é mediamente montagnosa ed ha al suo interno parecchie zone dove gli sono insediamenti urbani sono rari o spesso quasi inesistenti. Questo per dirvi che luoghi, dove lo smaltimento dei rifiuti è possibile, magari attraverso i termovalorizzatori e senza creare forti disagi a tutta la comunità campana ve ne sono nella stessa Regione. Non comprendiamo quindi il motivo per cui é ancora maledettamente presente la necessità di portare tonnellate di rifiuti fuori del Paese (per esempio in Germania ) per altro con un costo per tutta la comunità locale enorme.

Vi invitiamo a riflettere su un aspetto importante: anche i sassi sanno che dietro il mondo dello smaltimento dei rifiuti ci sono in Italia affari ed accordi sporchi.

Per tornare alla regione Campania, siamo sicuri che c'é dietro la camorra e che i grandi, grandissimi problemi che hanno flagellato la Regione i mesi scorsi sono stati creati ad arte da qualcuno sicuramente per qualcosa. Per altro ravvisiamo il crescente fenomeno della discarica abusiva o dello smaltimento dei rifiuti in modo coatto; fenomeno questo che peggiora sensibilmente il problema dell'inquinamento solido del nostro Paese. Presto parleremo dei termovalorizzatori che sembrano essere un buon compromesso per la risoluzione seppure parziale e temporanea del problema rifiuti.

Invitiamo tutti a riflettere su questi aspetti. Il problema dello smaltimento dei rifiuti é sempre più importante e riguarda tutti quanti noi. Il nostro Paese é tra i più belli nel mondo. Senza una politica seria e rigorosa di tutela dell'ambienta che passa anche per una buona politica di smaltimento dei rifiuti il nostro Paese che gia sta subendo un grande ed irreversibile degrado ecologico, farà una brutta fine ed il turismo fonte di guadagno diretto e di indotto sarà penosamente ridimensionato a danno di tutta la comunità nazionale.

Vi invitiamo a riflettere su questi dati e su questa situazione e a darci suggerimenti e vostre opinioni.

Per i rifiuti urbani é indilazionabile superare i commissariamenti che hanno deresponsabilizzato le istituzioni e le comunità locali, come in Campania. Una più efficiente gestione industriale deve essere avviata al Sud come al Nord, sulla base di regolari e trasparenti bilanci ecologici, circa le modalità di raccolta, recupero, recuparo energetico e smaltimento.

L'incenerimento con recupero di energia in impianti pubblici dedicati é indispensabile per una frazione di rifiuti.

 

 

 

Una Immagine di Roma, il colosseo

Ed é molto più sicuro che non l'uso incontrollato dei rifiuti urbani come conbustibile in altri impianti sottratti ad ogni controllo.

In questa misura sta anche, pensiamo, il migliore antidoto alle eco-mafie.

Quanto ai residui industriali é interesse generale farli entrare il più tardi possibile nel regime dei rifiuti, quando é possibile riutilizzarli nei cicli produttivi.

Per terminare, ci auguriamo presto o tardi di vedere il fiume Tevere di nuovo 'Biondò cosi' come tutti i corsi d'acqua che oggi sono chi più chi meno, fortemente inquinati.

Vi invitiamo a riflettere che durante la più calda e siccitosa estate del secolo, quella del 2003, gli operatori turistici della costa adriatica hanno riconosciuto un mare indubbiamente più pulito e trasparente in tutto il terrotorio costiero cha va da Venezia fino a Numana; ebbene ciò si deve alla storica secca del fiume Po che non ha riversato le solite acque inquinate di tutta la pianura padana nel mare adriatico per almeno due mesi....

Istituire una flotta di circa cento imbarcazioni per ripulire i nostri mari e permettere poi che tutti i corsi d'acqua fungano da smaltimento di ogni genere di immondizia non é risolvere il problema ed é al contrario, un contro senso, una barzelletta.

Oggi servono piuttosto quelle politiche e quegli strumenti "di terza generazione" che integrano le problematiche ambientali nelle politiche economiche, finanziarie, fiscali, di programmazione, vale a dire sistemi informativi coordinati, agende XXI regionali e locali, certificazione d'impresa di territorio, bilanci ambientali pubblici a tutti i livelliper fondare su misurazioni serie conoscenza verificata, trasparenza pubblica e responsabilità politica le decisioni.

La semplice difesa dell'ambiente poteva essere in qualche modo delegata ad associazioni e partiti verdi ad agenzie, assessori, ministri e leggi ad essa dedicati.

Lo sviluppo sostenibile é un orizzonte più vasto, coinvolge tutte le dimensioni locali e globali della crescita economica e dell'uguaglianza delle opportunità per lo sviluppo umano, nel presente e per le generazioni future.

Richiede soggetti politici a vocazione maggioritaria, una rifondazione della cultura dello sviluppo, l'integrazione delle tematiche ambientali con quelle economiche e sociali e conseguenti riforme delle istituzioni e della governance democratica.