LA FRANCIA

Febbraio 2006

le colonie del nuovo millennio?

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio del 2006 vorremmo porre l'attenzione su un episodio avvenuto verso la fine dell'ultimo anno che ha destato preoccupazione ed una enorme congerie di opinioni e dibattiti.

Quello che è successo nelle banlieu parigine ed in generale nelle periferie di grandi città francesi è la punta dell'iceberg di un problema sociale noto ed assai antico.

La Francia ha, oramai, più di dieci milioni di persone che provengono da confini remoti e vicini ma sempre estranei alla popolazione storica francese che ha combattuto la Rivoluzione.

Essendo storicamente una Nazione colonialista, era naturale che arrivassero dalle più remote colonie uomini e donne in cerca di lavoro, in cerca di una vita nuova.

Il Marocco, in ultima analisi, forse è stato ed è il più grande esportatore di materiale umano in Francia.

Dove è il problema allora?

Centinaia di migliaia di giovani vivono senza studiare e senza lavorare, spogliati di ogni volontà, facile preda della criminalità in questi enormi contenitori senza anima nè spirito che sono i quartieroni urbanizzati delle grandi città francesi.

Il loro futuro sembra fermarsi tra i quartieri dove passano il tempo senza sapere cosa fare, attanagliati e stritolati tra cemento e cocaina.

Lo Stato non sa chi sono, ne quanti sono e se ne infischia di quello che vogliono, di quello che sognano, dei loro desideri e aspirazioni.

A differenza del secolo scorso, questi ragazzi sanno come potrebbero vivere con i soldi che portano successo e divertimento. Vedono alla televisione, sui giornali, su internet il mondo potenziale che potrebbe vederli protagonisti.

Hanno rabbia ed eccitazione, cattiveria e coraggio.

Paris... mon amour

Molti giornalisti e sociologi hanno avuto parole di fuoco per questi ragazzi senza futuro.

In queste settimane c'è stata la corsa alla semplice e pura condanna per questi atti di vandalismo.

Noi condanniamo senza mezzi termini la violenza di questi ragazzi.

Cerchiamo tuttavia i motivi che hanno spinto migliaia di ragazzi a scendere per strada e sfidare l'ordine costituito.

La risposta per capire è semplice e terribile.

Siete mai andati nelle miserabile e fetide periferie di Parigi piuttosto che Marsiglia?

Noi crediamo di no.

Per lo più sono interdette persino alle forze della gendarmeria o Police.

Come si fa ad accogliere migliaia e migliaia di persone senza lavoro, relegandole in zone suburbane ad altissima densità come sono le periferie delle grandi città della Francia?

Che senso ha accoglierli in questi quartieri senza anima, considerati ghetti urbani dove alla minima scintilla scatta la violenza?

Quello che è successo a Parigi è anche frutto della miope politica capitata all'allora Sindaco Chirac.

Adottò una sorta di segregazione nelle aree extraurbane degli immigrati.

Successe che gli immigrati erano tanti, soprattutto maschi emarginati e disoccupati.

Ci chiediamo che senso ha accogliere tutta questa gente se poi non si adotta una vera politica di sviluppo comune, se questi figli di Dio vengono abbandonati al loro triste destino.

In questo senso ci spingiamo a dire che sarebbe meglio, molto meglio non farli entrare.