Parole al Vento
Gennaio 2008
Mentre la politica in Italia duella sugli scranni del Parlamento, gli italiani lottano con i problemi di tutti i giorni.
Questo non succede con i dipendenti del Senato della Repubblica….
Gli assunti dopo il 1° Gennaio 1998 al Senato possono andare in pensione con i requisiti minimi di 53 anni, 30 di contributi e 21 di anzianità purchè la somma faccia almeno 109…
Il numero dei pensionati a palazzo madama è di 656.
La spesa per le pensioni del personale dipendente è stata pari a 77.450.000 euro…
L'incremento della spesa previdenziale per i dipendenti del Senato è stato dell'80,7% Rispetto al 1997.
Dieci anni fa il numero dei dipendenti era di 884, oggi sono 1053 e, si stima, continueranno a salire.
La loro retribuzione media pro capite è di 131.124 euro l'anno: +46,6% rispetto al 1996!
La spesa 2007 per le retribuzioni del personale compreso quello a tempo determinato e di Altre amministrazioni è di 158.407.000 euro: +101% rispetto al 1997.
Numeri impressionanti; ci piacerebbe che tali performance le avesse la nostra economia, il nostro turismo, la nostra amministrazione pubblica….
Tutto ciò eludendo bellamente l'introduzione del sistema contributivo introdotto per tutti, gli altri lavoratori italiani da oltre dodici anni!
Questi, signori, sono tempi di vacche magre…questo è il refrain del ministro economico che non ha nessuna intenzione di abbassare il MONTE tasse a noi italiani.
Bene…dal 1997 gli addetti alla camera alta hanno visto mediamente crescere la loro retribuzione netta del 46,58% in termini monetari e del 21,64% in termini reali senza inflazione.
Credete…potremmo andare avanti, ma ci fa troppo male, ci indigna, ci fa rabbia.
Non è facile per noi scovare questi dati, assimilarli, digerirli e promulgarli su EurTime senza che tutto questo non ci lasci un irrefrenabile voglia di cambiare Paese.
L'Italia, ormai, è cosciente di queste disparità sociali che non hanno niente a che vedere con la democrazia.
Semplicemente non cambia.
La spesa relativa ai dipendenti al Senato della Repubblica è destinata a salire come tutti gli altri capitoli che riguardano la politica italiana.
Dall'altra parte non cresce la nostra economia, non crescono stipendi e retribuzioni dei cittadini comuni ed il Presidente di Confindustria continua ad avvertire il Paese che non abbiamo veri Governi da almeno dodici anni invocando riforme vere e severe per fare ripartire
Il sistema Italia.
Parole al vento.